Il sogno americano

Il sogno americano
08 Ago
2008

«Vi dico oggi, fratelli miei, non perdiamoci nella valle della disperazione. E anche se affrontiamo le difficoltà di oggi e di domani, io ho ancora un sogno. È un sogno profondamente radicato nel Sogno Americano.» Martin Luther King

 


08/08/08 ROMA- LOS ANGELES


Finalmente è arrivato il giorno della partenza!
Quest’anno si parte in 4, destinazione Stati Uniti, con un volo prenotato con largo anticipo e pagato € 930 + assicurazioni varie.
Partenza da Roma Fiumicino alle 10 e 30 con American Airlines, scalo a Chicago di 3 ore e coincidenza per Los Angeles con arrivo per le 19 e 30 circa. La compagnia Americana parte subito male, 1 ora di ritardo! Volo poco confortevole, posti a sedere stretti, velivolo brutto e vecchio, pure le hostess non scherzano!!Risatona
Tra il ritardo del volo e gli eccessivi controlli a terra, arriviamo al gate per l'imbarco che l'aereo per Los Angeles è già partito!!!!
Ok, panico totale!!
Telefoniamo dal bancone American Airline ad un’addetta per farci assegnare un volo successivo, ma ci viene risposto che il prossimo parte l’indomani mattina all’ora di pranzo, con la prospettiva così di perdere una notte a Los Angeles e il ritiro della macchina con 1 gg di ritardo.
Nello sconforto più totale decidiamo comunque di farci bloccare 4 posti sul volo proposto dalla compagnia, ma per fortuna non ci arrendiamo, così Angelo si ferma da un’hostess presso un altro gate, cerca di spiegargli la situazione e questa ci conferma che tutti i voli in partenza con American Airlines sono pieni ma ci dirotta su un volo United Airline in partenza, e stacca 4 biglietti.
Noi felicissimi corriamo verso il gate del volo assegnato per l’imbarco, ma arrivati li le hostess della United ci dicono che il volo in partenza è pieno e quindi finiamo in lista di attesa.

Non so come, finito di imbarcare tutti i passeggeri, magicamente si liberano 4 posti e finalmente saliamo, stanchi morti, sul volo in partenza per Los Angeles.
Arriviamo a Los Angeles che è l’una di notte, dopo il ritiro bagagli ci dirigiamo alla fermata della navetta Dollar per il ritiro della macchina.
Arrivati all’agenzia di noleggio, dove via internet sul sito www.enoleggio.it avevamo prenotato una Dodge Charger 4 porte con 2 guidatori e un pieno di benzina al costo di € 345 per 12 gg, ci troviamo a pagare 140 $ per il navigatore (portatevelo da casa!!) e circa 100 $ in più per un’assicurazione aggiuntiva.
Purtroppo la tanto sognata Dodge è terminata così ci scegliamo una Hyundai Sonata.
Devo dire siamo rimasti tutti soddisfatti. L’abitacolo è spazioso e il bagagliaio anche. Ci sono entrati tranquillamente 2 trolley piccoli, 2 medi e 4 zaini. Presa la macchina ci dirigiamo al nostro Hotel il “Travelodge” nella zona di Hollywood, dove 4 notti ci sono costate a camera 410 $ tasse incluse.
Avevo sentito parlare male dei motel americani, invece noi siamo rimasti soddisfatti di tutti gli hotel prenotati. Le camere sono molto spaziose, i letti enormi e bagni grandi e puliti. Unico neo è l’odiosa moquette presente ovunque!


09/08/08 LOS ANGELES – LAGUNA BEACH – NEWPORT BEACH a/r 110 km


Ci svegliamo con calma e “testiamo” subito la nostra Sonata, direzione Laguna Beach.
Impieghiamo circa un’ora di macchina, durante la quale abbiamo tutto il tempo per ammirare le strade Californiane.
Hanno da 4 a 7 corsie, molto ampie, la guida è all’incirca simile alla nostra, le uniche differenze si riscontrano agli incroci dove i semafori vengono posti dopo l’incrocio e non di fianco allo stop, come da noi.
Poi l’altra differenza è che si può girare a destra sempre anche a semaforo rosso, se non indicato diversamente. Infine in America si può sorpassare anche a destra. Per il resto la guida è semplice, specialmente se abituati, come noi, a quella di Roma!!Sorridente
Tutte le macchina hanno il cambio automatico e sequenziale, che rendono la guida ancora più rilassata. Unico neo sono i limiti di velocità parecchio bassi, specialmente nei centri abitati.
Dopo 45 minuti di macchina ci immergiamo in una zona residenziale bellissima, circondata da colline dove sorgono ville da sogno, Newport Beach, famosa grazie al telefilm The O.C.
Decidiamo di proseguire fino a Laguna e fermarci qui di ritorno.

 

 

Laguna Beach è favolosa, ha spiagge bianchissime e lunghissime con un mare degno di una cartolina. Lasciamo la macchina in un parcheggio a pagamento e ci dirigiamo in spiaggia.
Da questo momento in poi si susseguono scene particolari, sembra di essere stati catapultati in un set cinematograficoFico

Da una limousine bianca scende una sposa con una marea di damigelle a seguito tutte patinate e vestite a festa, giriamo l’angolo e assistiamo ad un arresto in diretta in un campo da basket, subito dopo siamo spettatori di un intervento “holliwoodiano” dei baywatch in mare alla ricerca di un bambino, per fortuna finito bene, con tanto di moto d’acqua, elicotteri e motoscafi.
Restiamo senza parole, tutto questo è avvenuto nel giro di pochi minuti!!!
Laguna Beach è famosa, oltre che per le sue chilometriche spiagge, anche come città degli artisti, per via dei numerosi eventi d'arte che si svolgono durante la stagione estiva. La cittadini è molto pittoresca, attira molti turisti, ed è piena di locali e negozi dove fare shopping.

Nel pomeriggio ci spostiamo a Newport Beach, molto meno affollata della precedente e più esclusiva.
Lungo il porto, direttamente sulla spiaggia, c’è un susseguirsi di ville stupende, la maggior parte delle quali ha un molo privato dove poter attraccare la barca, con tanto di area barbeque!!! Sorpreso
Per cena seguiamo le indicazioni della Planet e ci dirigiamo a Santa Monica al ristorante “The Counter”, aperto fino a tardi, famoso perchè danno la possibilità di creare il proprio hamburger, si sceglie ogni singolo ingrediente.
Non sottovalutate le dimensioni degli hamburger, sono veramente big!!! Consigliatissime le patatine fritte ricoperte di formaggio, una vera "porcata"Risatona

 


10/08/08 LOS ANGELES


Oggi ci dedichiamo alla scoperta di Los Angeles, o meglio, ai luoghi più conosciuti di questa enorme città.
Iniziamo dal quartiere messicano “El Pueblo de Los Angeles”. E’ una zona chiusa al traffico molto colorata e vivace, dove a farla da padrona sono le bancarella di souvenir e i ristorantini presenti su Olvera Street. Vicino a El Pueblo sorge la Union Station, stazione ferroviaria e fermata anche della Metro. Da qui, sempre a piedi, ci dirigiamo verso il Civic Center, e in particolare verso la City Hall, sede del municipio di Los Angeles apparsa in diversi film . Purtroppo è domenica ed è chiusa, ma la Planet dice che in alcuni giorni è possibile salire fino in cima per ammirare un bel panorama sulla città.
Sempre camminando raggiungiamo il Walt Disney Concert Hall, che è sede della Los Angeles Philharmonic.

 

 

Merita sicuramente una visita, interessante specialmente sotto l’aspetto architettonico. Oggi il centro di Los Angeles è chiuso al traffico, e a noi non sembra vero, quindi continuiamo a passeggiare piacevolmente in mezzo ai suoi grattaceli fino ad arrivare al Pershing Square che è il parco pubblico più vecchio di Los Angeles che sorge nel centro del quartiere degli affari della città. POi è la volta del quartiere di Broadway, pieno di negozi.
Ripresa la macchina ci dirigiamo nella famosa e turistica Walk of Fame di Hollywood, stracolma di turisti, negozi di souvenir e “stelle”.
Lasciamo il caos di Hollywood e ci spostiamo a Venice Beach, per goderci un tramonto.
Venice ha una grandissima spiaggia costeggiata da una pista ciclabile, dove gente del posto e turisti si aggirano in pattini a rotelle o strane biciclette a tre ruote. Molti sono gli artisti di strada, c'è chi pratica sport nelle palestre a cielo aperto, oppure si dedica alla meditazione.

Per cena si torna a Los Angeles, e scegliamo “Mel’s Drive-In” ad Hollywood, un bellissimo ristorante anni 50 stile “happy days”.

 


11/08/08 UNIVERSAL STUDIOS


Oggi si torna bambini!!! Risatona
Arriviamo presto al botteghino degli Universal Studios e, fortunatamente, non c’è nessuno!!
Il biglietto è circa 60$ a persona, più parcheggio per la macchina.

Ci dirigiamo subito alla novità 2008 del Parco.The Simpsons Ride.

 

 

E’ stata insieme a The Mummy Ride, la giostra che ci è piaciuta di più in assoluto. Consiglio di andarci presto perché già all’ora di pranzo le file per le varie attrazioni diventano interminabili!!!
Il parco merita sicuramente una visita, a noi è piaciuto moltissimo e ci siamo divertiti, anche se non più bambini!
Ci sono oltre alle giostre, anche spettacoli, cinema 3D e diverse attrazioni. Nel pomeriggio decidiamo di andare a visitare un outlet vicino a Los Angeles, “Citadel Outlet” più per necessità che per la voglia di fare shopping. Infatti siamo tutti “poco vestiti” per sopportare il fresco della sera.
Devo dire comunque che resistere alla tentazione di comprare non è facile visto i prezzi per noi troppo vantaggiosi!
Per cena ci dirigiamo al Santa Monica Pier, vecchio molo della città dove sono presenti varie attrazioni per i più piccoli.
Qui decidiamo di mangiare dal famoso Bubba Gump, ma a noi a deluso parecchio, tutto troppo fritto!!

In conclusione, a me personalmente Los Angeles è piaciuta.
Dopo i vari commenti negativi letti su internet non mi ero creata tante aspettative, ma la realtà non mi ha deluso.
E’ una città enorme, diversa dal nostro concetto di città. E’ talmente grande che per andare da una parte all’altra ci si impiega anche un’ora di macchina. Qui il contatto con la gente non c’è, ma comunque Los Angeles rappresenta molto l’America nel bene e nel male, con le sue scene da film, i fastfood ad ogni angolo delle strade, locali alla moda, lusso e povertà.
Mi avevano anche sconsigliato di fermarmi più di 2 giorni, ma sinceramente io in tre credo di aver perso molte cose!

 


12/08/08 LOS ANGELES – GRAND CANYON 793 km


Oggi Inizia il viaggio “on the road” vero e proprio.
Il viaggio è lunghissimo, ben 8 ore d'auto, ma con l’euforia a mille che ci ritroviamo, il tempo passa abbastanza velocemente.
La strada è in condizioni ottime anche se appena fuori Los Angeles non si incontra più una città per parecchi Km, non solo, ci è capitato di fare anche più di 150 km senza incontrare un’area di sosta o un benzinaio!!!
Quando lo raccontano quasi non ci si crede, e invece è così, tra una città e l’altra c’è il “nulla” nel vero senso della parola. E i paesini che si incontrano, sono ridicolmente piccoli.
La Planet segnala le “città” di Kingman o di Williams, ma sono in realtà una via con qualche negozio inerente alla Route 66, qualche ristorante e 2 motel, niente di più! (anche se a dire la verità proseguendo il viaggio ne abbiamo trovate di più piccole ancora!)

Un altro consiglio, per questo viaggio lasciate stare la Planet, a noi ci ha davvero deluso.
Per fortuna avevamo anche la Routard, che per quanto riguarda i parchi e le zone limitrofe è stata molto più dettagliata e precisa. Quindi vi consiglio di prendere solo la Planet della California (e non Stati Uniti Occidentali, come ho fatto io) e poi i parchi con la Routard.
Arriviamo al Grand Canyon visitor center intorno alle 18, compriamo subito l’annual pass che costa 80 $ a macchina, ci forniscono di cartina e libretto informativo del parco in italiano, e ci dirigiamo all’ingresso. Lasciamo la macchina e ci dirigiamo verso il punto di osservazione più vicino (visto l’orario) il “yavapai point” che è il primo che si incontra entrando nel parco.

 

 

E’ impossibile descrivere l’emozione provata.
Ci si affaccia in questa gola immensa, senza scorgere i confini, convinti di essere preparati ad una delle viste più famose del mondo, ed invece si rimane senza fiato, ammutoliti, travolti da un'emozione immensa! Il cuore balza in gola, ed io non soffro neanche di vertigini!!
Sorridente
E' uno spettacolo da non perdere. Siamo rimasti fino all’ultimo spiraglio di luce, dopo di ché ci siamo diretti al nostro Hotel, il “Red Feather Lodge” dove con 3 mesi di anticipo abbiamo trovato solo una camera quadrupla!!!!

Il consiglio è infatti di prenotare il Lodge al Grand Canyon molto prima della partenza, perché è il posto dove abbiamo avuto più difficoltà nel trovare due camere doppie. Il costo della camera, molto confortevole e pulita, è stato di 163.30 tasse incluse.
Per cena ci siamo diretti alla vicina e affollata steakhouse, che consigliamo.

 


13/08/08 GRAND CANYON - PAGE 222 km


Questa mattina ci svegliamo carichi, pronti ad esplorare parte del Canyon.
Partiamo dal ponit di ieri sera per attraversare tutta la parte destra, con diverse soste, fino ad arrivare all’ultimo point della South Rim, il “Desert View”.


Non abbiamo fatto nessuna scesa, neanche di poco, verso il Grand Canyon, uno perché non siamo allenati due perché fa un caldo tremendo, e abbiamo quindi deciso di ammirarlo solo dall’alto.
Tutte le guide avvertono sui rischi che si corrono scendendo, e ai vari point sono riportate anche le persone che non ce l’hanno fatta a risalire! Bisogna essere attrezzati, con scarpe adeguate (ho visto persone con infradito!), scorte di acqua sufficienti, cappello, creme solari e comunque bisogna ricordarsi che per ogni minuto che si passa scendendo ce ne vorrà il doppio per risalire! Detto questo ci sono comunque molte persone che scendono e camminano anche per diverse ore, sarà sicuramente un’esperienza indimenticabile se fatta con criterio.
Ma vi assicuro che anche visto dall’alto, il Grand Canyon regala emozioni forti, e ogni angolo sembra diverso dal precedente, tanto che scattiamo più di un centinaio di foto, anche se nessuna renderà giustizia!
Verso le 5 del pomeriggio lasciamo il Grand Canyon in direzione Page. Con meno di tre ore arriviamo in questa minuscola città e ci dirigiamo al nostro Motel 6, dove 2 notti ci costano 161 $ tasse incluse a camera.

 


14/08/08 HORSESHOE BEND – ANTELOPE CANYON - LAKE POWELL


Questa mattina ci svegliamo prestissimo e andiamo a prenotare la visita all’Antelope Canyon per mezzogiorno.
Ci dirigiamo poi verso Horseshoe Bend seguendo le indicazioni della Routard.
Praticamente uscendo da Page, HW89 miglio 545 (avete il lago alle spalle), sulla sinistra c’è una grande “P” bianca disegnata sulla roccia, passata quella sulla destra c’è una stradina che riporta l’insegna “Horseshoe Bend”, che termina ad un parcheggio.
Lasciata la macchina si prosegue a piedi per circa 15-20 minuti fino ad arrivare al secondo spettacolo della natura che questo viaggio ci ha regalato.

 

 

All’improvviso la terra si apre regalandoci una vertiginosa vista sul Colorado che in questo punto fa un giro intorno ad una roccia grandissima creando dei giochi di colore molto belli.
Qui non c’è nessuna protezione e la vista è proprio a picco, e purtroppo, anche qui nessuna foto renderà mai giustizia!
Visitare questo Point è un obbligo, è davvero imperdibile e il consiglio è di andarci la mattina prima dell’ora di pranzo in modo d’ avere il sole alle spalle.
Lasciamo Horseshoe Bend e ci dirigiamo di fronte l’agenzia per partire con la nostra guida verso la scoperta dell’Antelope canyon.
L’escursione ci costa circa 30 $ a testa, e con una jeep aperta a 8 posti si arriva direttamente all’entrata del Canyon.
Consiglio durante il tragitto di coprire bene macchina fotografica e videocamera, la terra che si alza è tantissima, alla fine dell’escursione eravamo tutti rossi!
L’Antelope canyon è una vera esplosione di colori, è uno dei parchi più suggestivi d'america. Qui vento ed acqua hanno creato forme perfette e i raggi del sole che filtrano dall'alto creano dei giochi di colore davvero spettacolari.


E’ molto fotogenico, infatti il canyon è rappresentato su ogni cartolina o libro fotografico e , per gli appassionati, vengono organizzati anche tour fotografici.
La visita dura circa 1 ora e mezza e dopo pranzo decidiamo che è arrivato il momento di un po’ di relax, così ci concediamo 2 ore nella piscina dell’hotel.
Ma prima del tramonto siamo di nuovo in macchina alla ricerca di un punto d' osservazione che ci dia una vista a 360° sul lago.
E alla fine lo troviamo grazie alle indicazioni della Routard, se non mi sbaglio è lo Scenic View, che si trova, passando la diga sulla destra, qualche km prima della deviazione per la Marina, anche qui per entrare bisogna avere l’annual pass.
Il punto è abbastanza alto, si raggiunge con una breve strada sterrata in macchina, e si ha una vista sul Lake Powell notevole.


15/08/08 PAGE – MONUMENT VALLEY – MOAB 428 km


Anche oggi ci aspetta un altro spostamento. Dobbiamo arrivare a Moab, passando però prima per la Monument Valley.
Dopo circa 2 ore e mezza di macchina arriviamo finalmente all’entrata della Monument, si paga 5 $ a persona e si può decidere se fare il percorso segnalato con la propria auto oppure partecipare a un’escursione in jeep. Noi optiamo per la prima soluzione e iniziamo il giro che ci terrà impegnati per circa un paio d’ ore.
La Monument Valley è tappa obbligatoria di un viaggio in USA, è quella che più di tutti rappresenta l'immaginario collettivo, e la realtà forse supera l'aspettativa.
Percorrere la Monument equivale ad essere catapultati nello scenario di film western, con tanto di indiani d'america, cavalli e terra rossa.


Credo che il suo fascino aumenti durante le ore del tramonto, ma per questioni di tempo a noi non c'è stato possibile rimanere.
Lasciamo la Monument in cerca di un posto per pranzare. Mai impresa fu così ardua!! Risatona
Arriviamo fino a Mexican Hat, villaggio con 3 motel e niente di più, proseguiamo fino a Bluff, dove in un caffè ci dicono che dobbiamo ancora fare qualche chilomentro.Per fortuna che in America quando meno te lo aspetti ecco che spunta dal nulla un fastfood!

Siamo a Moab nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per goderci il tramonto su Arches National Park.
Entriamo nel parco e andiamo a visitare subito “The Windows Section” che la Routard segnala come archi da visitare al tramonto insieme al più famoso e rappresentativo del parco “Delicate Arch”.
Quest’ultimo è raggiungibile in due modi, o con una camminata di 2 ore che parte da Wolfe Ranch oppure con una passeggiata di 10 minuti che però non porta purtroppo fino sotto all’arco. Noi non lo sapevamo e comunque siamo arrivati troppo tardi quindi abbiamo fatto la seconda, ma la sconsiglio.
Armatevi di acqua e partite 2 ore prima del tramonto ma raggiungete l’arco fino a sotto, perché dal secondo Viewpoint, il Delicate Arch è talmente lontano che non ne vale la pena.
Si fa buio e quindi torniamo verso il nostro motel. Qui abbiamo soggiornato al Days Inn per 2 notti al costo di 193 $ a camera.

 


16/08/08 ARCHES NATIONAL PARK – DEAD HORSE POINT 100 km a/r


Questa mattina torniamo al parco e andiamo a visitare il Parede of Elephants e il Double Arch e tra gli altri citiamo il bellissimo Landscape Arch, l’arco naturale più lungo del mondo.
La strada che porta a Double O Arch è chiusa perché qualche giorno prima c’è stata la caduta di un arco (Wall Arch) proprio in quest’area.
Lasciamo il parco dopo pranzo e ci dirigiamo verso il Dead Horse Point, seconod la leggenda il punto in cui moriro i cavalli.
E' un piccolo parco che offre panorami mozzafiato su un'ampia vallata attraversata dal fiume Colorado.




17/08/08 MOAB – TROPIC 448 km


Il viaggio on the road continua verso Tropic , piccolo agglomerato di case lungo poco meno di un km.
Ci attendono circa 5 ore di macchina prima di arrivare al nostro minuscolo e grazioso hotel “Steppingstone Motel”, dove una camera matrimoniale è costata 71 $.
Ci dirigiamo subito verso l’entrata del parco, il Bryce Canyon, che dista solo poche miglia dalla minuscola Tropic.
Il Bryce è un anfiteatro scavato nella roccia dal quale si innalzano pinnacoli e punte rocciose (chiamati hoodoo) che assumono colorazioni differenti, dal bianco, all’arancio e al rosso. Ci sono diversi viewpoint segnalati sulla cartina dai quali si possono ammiare diverse angolazioni su questo piccolo parco che offre anche molti sentieri da percorrere a piedi che portano fino all'interno della "foresta di pinnacoli". E' sicuramente un parco molto suggestivo che forse merita più tempo di quello che gli abbiamo dedicato noi.


18/08/08 TROPIC – LAS VEGAS 424 km


Oggi siamo tutti un po’ eccitati a causa della prossima tappa da raggiungere, la mitica Las Vegas!!!
Ci separano più di 4 ore di macchina, e lungo il tragitto siamo “obbligati” a passare dentro lo Zion National Park, che io avevo escluso dal nostro itinerario, ma che invece merita una visita. Lo Zion ci permette di distrarci un po’ offrendoci panorami bellissimi!!!
Arriviamo a Las Vegas all’ora di pranzo e prendiamo subito possesso della nostra favolosa mini-suite presso il Grand MGM.
C’è poco da dire su questo hotel, tolto il fatto che sia enorme, fantastico, pulitissimo, con camere da sogno!!!
La nostra minisuite pagata solo 110 € a notte è la stanza più bella mai vista in tutta la mia vita!!!
E’ grandissima, in bagno abbiamo doppio lavandino in marmo, vasca idromassaggio, tv, una doccia che può accogliere tranquillamente 4 persone e poi una scorta di prodotti da SPA non indifferente. In stanza c’è un armadio a cabina, angolo cottura fornito di tutto, tv lcd, base per Ipood, un letto grande con cuscini morbidissimi, un angolo con divano e poltrona, una scrivania e una spettacolare vista sulle sue 6 piscine!!!!
Già so che Las Vegas mi rivedrà presto.
Scendiamo subito in piscina e restiamo a mollo fino a tardo pomeriggio. Qui sembra di nuovo di essere in una scena di un film americano. Tutte queste californiane, bionde, fisicatissime, con occhialoni scuri a bordo piscina (vale pure per gli uomini) , cocktail in mano, sembrano tutte cloni di Paris Hilton.


La sera ci siamo aggirati tra i vari hotel dal Luxor, all’ Excalibur, al Paris, Bellagio (da non perdere lo spettacolo delle fontane), il Venetian ecc.
Diciamo che del MGM siamo rimasti molto soddisfatti, secondo noi è uno dei più belli tra quelli visti.
Las Vegas a noi è piaciuta, va presa per quello che è e non va paragonata a nessun’altro posto sul pianeta. E’ un concentrato di locali, feste, lusso, ristoranti, alberghi, luci, gioco, sesso, eccessi e gente allegra.
Vi diranno che è un posto kitsch, ma secondo me è straordinariamente kitsch!!!
Per un giorno sembra realmente di essere nella città dei balocchi dove tutto è possibile e dove tutto è pensato in funzione del divertimento (e naturalmente dei $$$) Arriviamo così a notte inoltrata e ce ne torniamo in camera, non prima però di “buttare” qualche dollaro alle slot machine del casinò.


19/08/08 LAS VEGAS – SEQUOIA NATIONAL PARK 628 km


Ci svegliamo con molta calma e ci gustiamo una colazione degna del nome presso lo starbucks presente nell’hotel. Sempre con molta calma ci aggiriamo in cerca degli ultimi souvenir da portarci a Roma e verso le 11 partiamo in direzione Sequoia Park, in verità con poca voglia di salutare Las Vegas.
Alla fine abbiamo esagerato con la calama, perché per coprire il tratto di strada fino a Sequoia impieghiamo 6 ore di macchina e arriviamo così al parco che è quasi sera.
Riusciamo quindi a vedere ben poco di questi giganti che popolano il Sequoia national park, anche perché il parco è vasto e la strada che dall’interno conduce ai vari punti è stretta e tortuosa, quindi si procede a basse velocità.


20/08/08 SEQUOIA NATIONAL PARK – SAN FRANCISCO 409 km


Oggi ci attendono le ultime 4 ore di macchina.
Già perché arrivati a San Francisco e individuato l’hotel scelto (Grenwich Inn, 2 notti 191 $ a camera), riconsegneremo la nostra Hyundai Sonata al deposito Dollar presente in città.
A San Francisco per muoverci acquistiamo la tessera, al costo di 18$ a persona, che permette per tre giorni di salire su quasi tutti i mezzi.
Il centro di San Francisco si può facilmente girare a piedi, si passa dal quartiere italiano, North Beach, a Chinatown con pochi passi. Infatti sono proprio questi 2 quartieri i primi che visitiamo. Il primo è più che altro una parte di una via dove si affacciano ristoranti e caffè dall’insegne in italiano, mentre Chinatown è più esteso come quartiere, molto più vivo e frenetico, abitato realmente da cinesi dove hanno aperto hotel, ristoranti e numerosi negozi di souvenir.


Lasciamo Chinatown e ci dirigiamo verso Nob Hill alla ricerca della strada più tortuosa del mondo e più fotografata di San Francisco, la Lombard Street.
Da qui prendiamo l’altrettanto famosa funicolare per raggiungere il molo, più precisamente Fisherman’s. Cerchiamo invano di prenotare i biglietti per Alcatraz. Io avevo già guardato qualche giorno prima sul sito via internet, e risultavano tutti terminati, infatti al botteghino ci hanno confermato che era possibile solo fare il giro intorno ma non scendere sull’isola. Quindi, con molto dispiacere, abbiamo dovuto rinunciare alla visita del penitenziario più famoso d’America.
Mangiamo al molo una squisita zuppa di pesce servita in crosta di pane , la chowder, piatto tipico di San Francisco.
Riprendiamo i mezzi e, con non poca fatica, riusciamo a raggiungere il nostro hotel. San Francisco è coperta da diversi mezzi, si può scegliere tra autobus, funicolare, tram e metro, ma i giri che fanno, specialmente i bus, non sono molto lineari e comprensibili, credo sia dovuto ai numerosi sensi unici presenti in città, e a volte per attraversare un quartiere abbiamo dovuto prendere diversi autobus.


21/08/08 SAN FRANCISCO


Questa mattina ci svegliamo con calma e facciamo un giro per Alamo Square e il quartiere di Castro. Il tempo non è dei migliori, fa freddo e c’è una fitta nebbia che impedisce la vista anche a pochi metri di distanza.

Così decidiamo di provare ad andare verso il molo, in particolare al Ferry Terminal Plaza. Iniziamo da qui una lunga passeggiata che ci porta fino al più famoso Pier 39, e finalmente il cielo si apre.
Il molo è la cosa che personalmente a me è piaciuta di più, anche se è la zona più turistica di San Francisco. E’ pieno di negozi, ristorantini, spettacoli e poi alla fine del molo si trova una numerosa colonia di leoni marini. Nel primo pomeriggio decidiamo di raggiungere il bellissimo Golden Gate Bridge. Siamo anche abbastanza fortunati perché il ponte solitamente è coperto da nubi, mentre il cielo oggi ci regala una bella vista su tutta la baia. Anche questa sera per cena ritorniamo nella zona di Fischerman’s.


22/08/08 SAN FRANCISCO


Nostro ultimo giorno a San Francisco e purtroppo anche ultimo giorno del viaggio.
Lasciamo in hotel le valigie e prenotiamo un taxi per l’ora di pranzo che ci porterà in aeroporto.
La mattina la dedichiamo tra una visita, con relativi acquisti, nell’ Apple Store e allo shopping lungo l’affollata Market Street. In conclusione San Francisco è molto carina, ma non ha niente di Americano.
Guardandola bene a volte sembra di essere in qualche quartiere di Londra sia per lo stile delle case sia per la gente che la abita, per i piccoli locali dove è possibile mangiare un boccone o bere una birra, per i clacson delle auto che suonano ad ogni incrocio.
Qui convivono varie razze che hanno influenzato così anche lo stile di vita, rendendolo più vicino a un qualunque paese europeo.
Con il nostro taxi-limousine ci dirigiamo all’aeroporto dove ci attendono 10 ore di volo con la British Airways per raggiungere Londra, 9 ore di scalo con cambio aeroporto e 2 ore e mezzo per arrivare finalmente a Roma!

In conclusione questo per noi ha rappresentato il “viaggio” on the road per eccellenza.
Forse sarebbe stato meglio farlo con più calma, dedicandogli più tempo, ma siamo comunque soddisfatti e consideriamo un viaggio negli USA una di quelle esperienze che almeno una volta nella vita va vissuta. Nel mondo ci sono ancora posti dove l'uomo non è riuscito a mettere mani, dove la natura la fa da padrona, luoghi di una grandezza infinita, di una maestosa bellezza, che difficilmente riusciremo a rivedere.
Per il resto l’America rappresenta ancora oggi quel mito e quel sogno che ci accompagna da generazioni.

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 11 Gennaio 2018 16:41
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Deborah & Angelo, classe’80, romani, compagni di vita e di viaggio, abbiamo l’Africa nel cuore ma in Asia ci sentiamo a casa. Amiamo i viaggi “zaino in spalla”,  lo street food in giro per il mondo e catturare attimi con ogni strumento che la tecnologia mette a disposizione. Abbiamo creato Appuntidiviaggio.net nel 2005 dopo un viaggio nell'isola di Bali, dal quale siamo tornati letteralmente affetti dalla sindrome di wanderlust e da allora continuiamo a raccogliere e condividere qui  le nostre esperienze di viaggio.

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