Scoprendo Paria

Scoprendo Paria
28 Nov
2013

Paria è il nome della penisola più ad est del Venezuela. Il nostro viaggio parte da Puerto Ordaz con tanta curiosità e voglia di conoscere.
Il primo tratto di strada è ottimo, l’autostrada è niente male (una corsia senza troppe buche) e decidiamo di approfittare del primo distributore di benzina che ci capita sotto mano. L’esperienza della Gran Sabana, di qualche tempo prima, ci ha insegnato che si può rimanere senza benzina anche in Venezuela (secondo produttore al mondo di petrolio).

La nostra sosta ci costa 1 euro così suddiviso:
30 centesimi per un cd introvabile sulle canzoni di compleanno Venezuelane da cantare a Sara,
40 centesimi per una merinca al cocco (cocada)
20 centesimi di mancia

E la benzina?? 10 centesimi per 100 litri… Fare sosta dal benzinaio, qui, ti mette allegria!!
Continuiamo il viaggio tra piantagioni di cacao e allevamenti di bufale e un altro “Buon compleanno” (Sara è fatta così… ascoltare la canzone la centesima volta la rende contenta come la prima…). Ricerchiamo in qualche guida, troviamo poco…
Scopriamo che proseguendo per una strada piuttosto lunga raggiungeremmo il lago di asfalto (un lago pieno di benzina, all’aperto, che i Venezuelani non usano perchè da altre parti trovano un prodotto più puro… che culo e che sfaticati!!!). La strada diventa più difficile, vediamo i primi cartelli, un bivio e il nostro itinerario cambia: direzione Puerta de Miraflores!!
La tentazione è quella di tornare verso il “conosciuto”, ma un lago incantevole e una strada parallela al fiume ci dice di continuare, e continuare. Il santo navigatore ci indica che mancano 3 km e accade quello che non ti aspetti: Il fiume che avevamo seguito, ora passa in mezzo alla strada.

La faccia dice tutto!!
E’ il momento di parcheggiare l’auto e continuare a piedi. Il sentiero è un pò pericolante e ci obbliga a passare il fiume a piedi per svariate volte.
Una cosa ci conforta, le tante “cacchine” delle vacche che pascolano e si abbeverano al fiume. Pensiamo con positività: se reggono loro, reggeranno anche noi…!! Ancora qualche passo, alziamo gli occhi e wooooowww!! La puerta de Miraflores!! 
Un posto incredibile, che sembra qualcuno abbia messo li per sbaglio: il Paradiso (ho i brividi solo a pensarci…) e per arrivarci un salto nel vuoto…. meglio, un’esperienza non per tutti, che va sudata!! Scattiamo qualche foto, ascoltiamo il rumore del fiume e quello dei tuoni…

Corriamo verso l’auto e ci rincamminiamo per riprendere il nostro itinerario. Vediamo un paesaggio, dal Mirador di Caripe. E’ qui che dormiremo.
La mattina dopo ci risveglia il buon gallo (ore 5). Affamati andiamo alla ricerca di qualcosa da mangiare e scopriamo che questa è zona di fragole. Ne approfittiamo, una coppa di fragole con la crema e addio dieta dello sportivo per oggi. Ben sazi, proseguiamo verso la Cueva del Guachero, la grotta che prende il nome da questo simpatico e rumoroso uccello, simile ad un pipistrello, che vive al buio ed esce fuori al calar della notte per cibarsi.
La nostra guida è un signore anziano, “scacaglia”, “tartaglia” (gu gu gu gu gu guachero…. ci siamo intesi??) e non perde l’occasione di scherzare sulla forma fallica della stalattiti e stalagmiti che ci sono nella grotta……E ci fa gli scherzi… spegnendo la luce spesso (la sensazione è che i Guacheri ti tocchino… ah no, è la guida!!) Poi sentiamo un rumore straziante, un Guachero che cammina e non vola.
La guida ci racconta come sia triste la storia di questo volatile. I piccoli guacheri nascono e uno su 3 non riesce a volare (nasce un pò obeso e cade dal nido…). La mamma lo abbandona e si concentra sui piccoli figli “sportivi”, mentre quello nato troppo grosso ben presto dimagrirà (non mangia), non avrà la forza di volare e morirà, alimentando i tanti “topini” che pullulano nella grotta. Usciamo dalla grotta con qualche scatto bello nella macchina fotografica (c’è anche la torre di Pisa, per la felicità di Sara!) ed è già viaggio, direzione El Pilar.
Qui ci sta aspettando Danilo, un signore italiano che non conosciamo e di cui abbiamo avuto il contatto nel tour precedente.
I messaggi che ci scambiamo sono “leggendari” e ci fanno già capire di che pasta è Danilo. Seguiamo le indicazioni “precisissime” che ci arrivano e “ben presto” arriviamo, aiutati dal cugino della comare del fratello…ecc ecc che ci vede sperduti e ci accompagna. Danilo è famoso qui.
Ad ospitarci un signore un po’ mingherlino che da subito ci fa sentire a casa nostra… (giusto il tempo di posare la macchina “infernale” che ha comprato pochi secondi prima per trasformarsi in agricoltore a tempo pieno ).
Entriamo in casa. Danilo ci racconta del suo passato da fonico ad alto livello, poi la scelta di venire in Venezuela!!
La sua casa è un palco. O meglio, l’insieme di tanti pezzi di palchi, teatri, posti che lui ha calcato e di cui voleva portare con se il ricordo. Allietati dal buon Rum, parliamo un po’ della situazione politica e dei progetti di sviluppo socialisti di cui la moglie Soledad fa parte.
Soledad ci insegna come si fanno le polpette di platano (una banana bella grossa),la aiutiamo.
La cena è servita in piatti ricavati da una pianta a forma di cocco che si trova li nelle vicinanze. La luce va via, arrivano le candele per rendere l’atmosfera unica!! Il tutto interrotto da Danilo che corre a chiudere l’acqua della cisterna che il fiume vicino gli porta dritto a casa. Siamo conquistati dalla loro passione e le ore volano con piacere fino a quando il rum prende il sopravvento e ci stende.
La giornata dopo, colazione con cacao prodotto a 10 metri da casa, e ripartiamo.
Paria è una zona di terme naturali, ne visitiamo alcune, proseguiamo. I 40 gradi dell’ ambiente ci fanno un pò passare la voglia di immergerci in acqua e fango ancora più caldi.

Ci spostiamo verso il mare, Playa Medina, la più fotografata di tutto il Venezuela, ma non ci colpisce particolarmente. E’ grande, spaziosa, ci sono alberi imponenti, ma… il concetto di bellezza tra noi e i Venezuelani è diverso.
Il nostro viaggio continua, non prima di femarci in un fabbrica del cioccolato li vicino e aver fatto le scorte, direzione Carupano.
La strada è interrotta momentaneamente per una manifestazione politica e ci tocca allungare di qualche km. Quando si dice il destino!! Scopriamo un altro posto: las Aguas de Moises!! Una zona termale, fatta di cascate, laghetti naturali ed artificiali. Decidiamo di dormire in un accampamento li vicino, gestito da signori spagnoli. Ogni stanza rappresenta una nazione. A noi tocca dormire in Giappone!!
Ben riposati, facciamo un bagno nel laghetto e ritorniamo a casa, a Lecheria!!
Paria è una terra selvaggia, cruda, inesplorata, affascinante e ci ha permesso di conoscere Danilo e Soledad.
Dedichiamo questo articolo a loro, e dopo Natale porteremo loro dei semi di rucola per l’orto. Questo per sdebitarci della loro ospitalità!!
Al prossimo viaggio!!

Michele e Sara
http://www.welovevenezuela.com

 

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 21 Aprile 2015 21:39
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Deborah & Angelo, classe’80, romani, compagni di vita e di viaggio, abbiamo l’Africa nel cuore ma in Asia ci sentiamo a casa. Amiamo i viaggi “zaino in spalla”,  lo street food in giro per il mondo e catturare attimi con ogni strumento che la tecnologia mette a disposizione. Abbiamo creato Appuntidiviaggio.net nel 2005 dopo un viaggio nell'isola di Bali, dal quale siamo tornati letteralmente affetti dalla sindrome di wanderlust e da allora continuiamo a raccogliere e condividere qui  le nostre esperienze di viaggio.

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