Tanzania, il nostro primo safari africano

A più di un anno dal nostro viaggio tra Tanzania e Zanzibar posso dire che il mal d’Africa esiste!

L’Africa ti rimane nel cuore per tanti motivi, è una terra magica e incantata sia per i bellissimi paesaggi , sia per le esperienze che si possono fare e vivere, ma soprattutto per la gente così semplice e vera! I bambini non sono come i nostri: apprezzano un pallone, una caramella , una penna, un abbraccio e un sorriso… I ragazzi che conosciamo, soprattutto a Zanzibar, si avvicinano per venderti qualcosa in cambio di qualche euro; sono tanti i famosi “beach boys” che incontriamo in spiaggia, e purtroppo non possiamo accontentare tutti, ma nonostante questo loro si fermano, hanno interesse a parlare, raccontano il loro vissuto e tu, con il magone in gola, li ascolti mentre ti si stringe il cuore.
L’Africa ti fa riflettere e, in qualche modo, ti cambia.

 



Il primo impatto con l’Africa è Arusha, in Tanzania.
Passiamo per villaggi dove la gente vive per strada, nelle baracche, respirando terra e sporcizia. Non è la prima volta che vediamo una situazione del genere in viaggio, ma qui è tutto diverso anche se non so per quale preciso motivo... ti colpisce nel profondo del cuore.
Dopo il primo impatto con la popolazione non aspettiamo altro che proiettarci nel nostro primo safari, organizzato con anticipo tramite un agenzia locale, la World Tours & Safaris Tanzania, per un totale di 4gg e 3 notti in tenda a costo di 720 dollari a persona.

 


 
Arrivato finalmente il momento del safari ho l’adrenalina al massimo! Non vedo l’ora di vivere sulla mia pelle un’esperienza al dire di tutti spettacolare. Ho la curiosità ma allo stesso tempo un po’ di ansia… forse perché dobbiamo dormire in tenda nella savana alla portata degli animali e senza nessun tipo di protezione.
Percorriamo (con la nostra jeep guidata dal driver) la strada che sembra interminabile verso il Tarangire. In un’ora raggiungiamo il meraviglioso parco e ci imbattiamo subito in un gruppetto di elefanti che attraversano la strada.

 



Beh impazzisco letteralmente, il cuore mi esplode dal petto, continuo a dire, o forse ad urlare: “oddio che belliiiii…guardaaaaa…uuuuuuuuhhhhhh!!” e il dito si incolla sul tasto della reflex scattando non so quante foto!

La strada prosegue, mi sento felice e con la voglia di vedere i prossimi animali. Poco avanti raggiungiamo una distesa di gnu e zebre. Ebbene si, impazzisco nuovamente! Le zebre sono degli animali molto fotogenici ed è probabilmente per questo che mi ritrovo a scattare una foto ad ogni zebra che si trova in questa pianura.

Il Tarangire ha un paesaggio verdeggiante, è il parco con la maggior concentrazione di baobab ed è ricco di molti animali.
Incontriamo giraffe, alte ed eleganti, dik-dik, impala, gazzelle, scimmie. Ogni incontro con questi animali mi fa balzare in piedi con la testa fuori la jeep per scattare foto, anche dopo il ventesimo elefante. L’elefante, l’animale più visto nei parchi della Tanzania, e a mio avviso il più bello, dolce anche se enorme, ed imponente.
La prima nostra notte in tenda è in un camping recintato, fuori dai parchi, bello ma aspetto l’indomani per vivere il vero safari di notte!

 

 



Proseguiamo verso il parco Serengeti, la strada è abbastanza lunga, incontriamo villaggi di masai, popolazione di allevatori e agricoltori dai caratteristici mantelli rossi. Arrivati all’ingresso del parco lo scenario cambia completamente.
Una pianura di terra arida e sterpaglia di colore oro. Il Serengeti è famoso in quanto ospita i “big five” (elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo).
Purtroppo al nostro appello manca solamente il rinoceronte visto con il binocolo troppo lontano da noi.

Il Serengeti è il parco più vasto e, si dice, più straordinario di tutta l’Africa, sicuramente posso dire che è il parco più bello della Tanzania in quanto offre un incantevole panorama naturale. Le vaste pianure del Serengeti sono un luogo dove il mistero e il fascino della natura si manifesta e si può cogliere la bellezza della natura e degli animali che lo vivono.
Dopo una giornata di safari e aver visto finalmente le prime leonesse ed altri animali ci dirigiamo verso l’accampamento. Un’area non protetta adibita ad un campeggio molto spartano con i bagni pubblici lontani dalle tende e in mezzo alle sterpaglie. Alle 18 ci godiamo un tramonto che infuoca la terra e colora di un arancio acceso tutto il cielo. Uno spettacolo mai visto!

 

 

Il sole cala presto e alle 19 e 30 è già buio da non vedere nulla. Il pensiero di dover andare al bagno, con una torcia, con i versi degli animali di sottofondo, e dopo essere stati terrorizzati dal nostro driver con racconti di persone divorate dagli animali, beh non è proprio il massimo! Ci facciamo coraggio e velocemente corriamo nella nostra tenda. Ad aumentare la tensione ci si mette anche un acceso temporale di circa 15 minuti.
Non riesco a prendere sonno e l’ansia si impossessa di me. Mi fisso su ogni rumore, su ogni verso di animale che non riesco a localizzare.
Il vento fa muovere la tenda e sembra sia proprio un animale appoggiato a noi… Probabilmente è proprio questo a rendere questa esperienza magica!

Alle 4.30 di mattina ci svegliamo e alle 5.00 partiamo in cerca degli animali notturni. Fuori è buio e dopo 100 metri dal nostro accampamento finalmente incontriamo lui: Il Re della Savana!
Sul ciglio della strada un leone con una grossa criniera e i suoi cuccioli! Wow è bellissimo, ci fissa negli occhi e si è gira proseguendo per la sua strada.

 



Il sole si alza, il paesaggio intorno a noi si colora, e in lontananza il nostro driver avvista un ghepardo con tre cuccioli, un animale raro da vedere! Facciamo un fuoripista e li raggiungiamo. Stiamo una mezz’oretta fermi ad osservali, un cucciolo cerca di salire sulla nostra jeep ma fortunatamente, dopo aver messo le due zampe sul cofano pronto per balzare su, ci ripensa!!
 
Trascorriamo due giorni nel Serengeti e vediamo molti altri animali, oltre ad elefanti, zebre, gnu e giraffe incontriamo molti leoni e leonesse, bufali, ippopotami, coccodrilli, struzzi, iene, cinghiali. Abbiamo anche la fortuna di avvistare un leopardo sonnecchiare su un ramo di un albero.
Ci dirigiamo verso il Ngorongoro Crater, e lungo la strada buchiamo due volte nel giro di 10 minuti.
La seconda volta la jeep si ferma nei pressi di due leoni che riposano sotto un albero ed ovviamente non scendiamo rimanendo ad osservare dal finestrino il nostro driver effettuare la riparazione della ruota,  scoprendo che l'attrezzo lungo e nero sul retro della jeep, che pensavamo fosse un fucile da usare in caso di necessità,  altro non era che un gigantesco cric!

 



Arrivata sera è il momento di accamparsi nuovamente, in cima al cratere Ngorongoro. Qui incontriamo molta gente ed il fatto che ci sono molte tende ci fa stare tranquilli anche se la zona non è protetta. Ci godiamo la cena ed il cielo stellato prima di andare a dormire nella nostra tenda.
L’indomani verso le 5.00 scendiamo con la jeep verso il centro del cratere.
C’è una nebbia che non si vede nulla… i 10 minuti più lunghi della mia vita! La savana occupa la parte interna del cratere, al centro c’è un lago ed il cratere è circondato da paludi ed una macchia di acacia.

Il cratere del Ngorongoro è un posto incredibile, dall’alto ha una bellezza mozzafiato ma la vera magia si vive quando si scende in basso. Ci godiamo l’alba e le primi luci del giorno ammirando davanti a noi l’enorme distesa verdeggiante con sfilate di animali sullo sfondo.
Ngorongoro è ricco di animali e ce li godiamo tutti anche perché qui si conclude il nostro safari!

 



Lasciamo con dispiacere la Tanzania e ci catapultiamo nel paradiso di Zanzibar, un'altra dimensione. Zanzibar, un’isola che ci regala paesaggi mozzafiato, spiagge paradisiache, mare cristallino, natura verdeggiante, ottimo cibo e gente sorridente e piena di vita!
Prima tappa di 5 giorni a Paje, un’ampia spiaggia bianca, un posto ancora incontaminato e selvaggio, con la sua bassa marea durante la mattina e l’alta marea nel pomeriggio. L’attività principale qui è il relax e il kitesurf.
Proseguiamo in direzione Kendwa, una lunga e meravigliosa striscia di sabbia. Qui non si respira un’aria incontaminata perché è un posto, per i nostri gusti, troppo turistico.
Terminiamo il nostro stupefacente viaggio a Stone Town dove ci godiamo i vicoli tortuosi della città, una visita alle tartarughe giganti di Turtle Island e il nostro ultimo tramonto prima di ripartire.

 



Salutiamo l’Africa…un paese che merita più di un viaggio, dove ciò che vedi ti fa dimenticare la “vita di casa”, un viaggio unico nel suo genere che ti crea un mix di emozioni difficili da spiegare. Ad oggi vedendo un documentario in tv girato nella savana dei parchi africani rivivo in pieno le esperienze vissute e questo fa aumentare in me sempre più la voglia di tornare...

 

Ultima modifica il Giovedì, 13 Ottobre 2016 22:12
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Deborah & Angelo, classe’80, romani, compagni di vita e di viaggio, abbiamo l’Africa nel cuore ma in Asia ci sentiamo a casa. Amiamo i viaggi “zaino in spalla”,  lo street food in giro per il mondo e catturare attimi con ogni strumento che la tecnologia mette a disposizione. Abbiamo creato Appuntidiviaggio.net nel 2005 dopo un viaggio nell'isola di Bali, dal quale siamo tornati letteralmente affetti dalla sindrome di wanderlust e da allora continuiamo a raccogliere e condividere qui  le nostre esperienze di viaggio.

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